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EVAA-Webinar
Cultura contadina: musei etnografici e avanguardie artistiche in Italia

Dr. Pietro Clemente e Dr. Elisabetta Rattalino

Mercoledì 9 dicembre, ore 17:00-19:00
Luogo: ZOOM (clicca pre participare)
Meeting ID: 960 5123 1393
Passcode: 289265

Pietro Clemente parlerà dei musei etnografici di cultura contadina in Italia, mettendo in risalto il valore della cultura popolare come patrimonio demo-etno-antropologico. Elisabetta Rattalino animerà la discussione e parlerà del ruolo delle avanguardie artistiche degli anni ’60 e ‘70 nello studio e nella rielaborazione creativa e politica degli artefatti della cultura contadina e dei mondi rurali.

Il Prof. Pietro Clemente ha insegnato Antropologia Culturale presso le Università di Firenze, Siena e Roma, è Presidente onorario della Società Italiana per la Museografia e i Beni Demo-Etno-Antropologici (SIMBDEA), Presidente del consiglio scientifico della Fondazione Museo Guatelli, membro della redazione delle riviste Lares e Antropologia Museale, e autore di numerosi saggi sulle tematiche della cultura popolare, dei musei, della storia dell’antropologia, nonché presidente dell’Istituto Storico della Resistenza Senese e dell’Età Contemporanea-ISRSEC.
La Dr. Elisabetta Rattalino è una storica dell’arte, la cui ricerca si concentra sulle pratiche artistiche sperimentali che si sono confrontate con il mondo rurale nell’Italia degli anni ’60 e ’70. Dopo la laurea specialista in Storia dell’arte (Università di Urbino), Elisabetta ha conseguito il dottorato presso la School of Art History della University of St Andrews, e si è occupata di socially-engaged arts in Italia (Fondazione Pistoletto) e in Scozia (Deveron Projects). Attualmente è ricercatrice e docente presso la Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano.
L’evento è organizzato in collaborazione dall’Associazione Antropologica Alto Adige-EVAA e dalla Piattaforma Patrimonio Culturale Produzione Culturale della Facoltà di Design e Arti della Libera Università di Bolzano (unibz).


EVAA-Seminar
Per “generazione” e per “simpatia”. Relazionalità in pratica in tre danze dell’Isola di Luanda (Angola)

Dr. Federica Toldo – LESC (Laboratoire d’ethnologie et de sociologie comparative) Université Paris Nanterre – CNRS (Centre Nationale de la Recherche Scientifique)

Venerdì 11 dicembre, ore 17:00-19:00
Luogo: Zoom (clicca LINK)
Meeting ID: 965 8183 2172
Passcode: 979281.

A Luanda, capitale dell’Angola, paese dell’Africa Centrale meridionale, le danze costituiscono un luogo privilegiato di espressione e riproduzione di valori sociali. In questa presentazione si esamineranno tre danze (due danze ricreative e una danza rituale) dell’Isola di Luanda e dall’esame della loro intersezione si argomenterà la preminenza assiologica dell’affinità e della coniugalità. Questo campo relazionale associato alla territorialità si contrappone al campo genealogico, segnato dalla trasmissione di malattie spirituali. Si tratterà infine di interrogarsi sul contorno storico di questa attribuzione di valore differenziata.

Federica Toldo ha conseguito un dottorato in antropologia nel 2017 con una tesi in co-tutela tra le università di Lisbona e Paris Nanterre. Le sue ricerche spaziano dall’antropologia delle tecniche del corpo al rituale e dal 2018 si concentrano sul complesso rituale angolano noto come xinguilamento. Prima di iniziare, nel 2013, la ricerca etnografica che tuttora conduce in Angola, ha svolto ricerche etnografiche in Brasile. Il filo conduttore di questo percorso di ricerca tra le due sponde lusofone dell’Atlantico è la storia della schiavitù e i suoi lasciti rituali, performativi e simbolici.

L’evento è organizzato in collaborazione dall’Associazione Antropologica Alto Adige-EVAA e dal progetto MFEA-The Malinowski Forum for Ethnography and Anthropology Project della Libera Università di Bolzano.


EVAA_Ethnocafè
Lontano dagli occhi. Le unioni miste nell’Eritrea (post)coloniale

Dr. Valentina Fusari – Università di Pavia

Venerdì 18 dicembre, ore 18:00-20:00
Luogo: Zoom (clicca LINK)
Meeting ID: 992 5078 4401
Passcode: 400085

Durante l’avventura coloniale e nei decenni che la seguirono, la presenza italiana in Eritrea determinò diverse forme di contatto con la popolazione locale. Nel tentativo di svelare il ‘dettaglio intimo’ dell’esperienza coloniale e la sua capacità di trascendere tale epoca e di espandersi oltre il Corno d’Africa, le unioni miste, costituite prevalentemente da uomini italiani e donne eritree, rappresentano un laboratorio privilegiato attraverso cui leggere i vissuti, indagare le gerarchie, individuare le legislazioni e le negoziazioni che nel corso del tempo hanno contribuito a modificare assetti e configurazioni familiari.

Valentina Fusari si è laureata in Antropologia culturale ed Etnologia presso l’Università di Siena e ha poi conseguito il Dottorato di Ricerca in Geopolitica presso l’Università di Pisa. Successivamente è stata Assistant Professor presso l’Adi Keih College of Arts and Social Sciences (Eritrea) e attualmente è assegnista di ricerca e professore a contratto di Popolazione, Sviluppo e Migrazioni presso il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Pavia. I suoi interessi di ricerca vertono sulle dinamiche di popolazione nel Corno d’Africa, sull’antropologia demografica, sulla demografia coloniale, sugli studi di genere e sui (critical) mixed race studies.

L’evento è organizzato in collaborazione dall’Associazione Antropologica Alto Adige-EVAA e dal progetto MFEA-The Malinowski Forum for Ethnography and Anthropology Project della Libera Università di Bolzano.

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